E’ che pensavo a Syd, ecco cos’è questa faccia da Venerdì Santo.
Pensavo a occhi grigio cenere e labbra sottili, dalle quali usciva una voce roca, come annodata, soprattutto quando, cantando, pronunciava quei versi:
“We’re just two lost souls
Swimming in a fish bowl
Year after year…”
Pensavo alle sue mani sottili, a come mi sembrarono spettrali l’ultima volta che mi toccò, le dita strette sui miei avambracci abbronzati. Pallido, nell’ultimo sole di Settembre.
Ed è stato tutto così profetico, non è vero? Tutto quel farsi male…non lo capirò mai.
Ma quella canzone, che tanto amava, possiamo dedicargliela una volta in più, ora che somiglia così tanto al Syd cui era dedicata…ora che sembra scritta per lui!
“How I wish you were here”
Glie l’ho detto un sacco di volte, e lui non l’ha mai capito! Stupido!
E più ci penso più è vero che lo vorrei qui, e più realizzo che non tornerà. Ma sono convinta che qualcosa da fare c’era…che forse sono ancora in tempo…che comunque non capisco cosa fare!
Syd…vorrei che ci fossi tu con me, in questa notte nera e nebbiosa.
Vorrei me lo ripetessi ancora solo una volta: “la vita è solo un fottuto giro di valzer…non crucciarti baby!”
Vorrei che mi dicessi che ho la testa piena di cazzate e mi portassi a passeggiare lungo il fiume, vorrei che fossimo davanti al camino, a riscaldarci le ossa e il cuore e a bere whisky corretto caffè.
How I wish you were here… come spero che tu non sia perso per sempre!