giovedì 27 maggio 2010

Musa

Sono del cielo
e porto un paio d'ali, sulla schiena,
una promessa di viaggio, di libertà.
Ti ho incontrato
su un sentiero sterrato,
in una notte d'inverno, cuore in cammino.
Come me cercavi un equilibrio
tra quello che vorresti
e quello che non sei.
Ho trovato nei tuoi occhi, nei colori del bosco,
ciò di cui avevo bisogno
e sento che sono al sicuro
sulla terra, tra le foglie, con te.
Non avere paura
di qualche mio breve volo
sarà un saluto alle stelle,
uno sguardo dall'alto al tuo mondo
e poi farò ritorno
al tuo fianco, dov'è il mio posto,
dov'è il mio cuore, dove sei tu.


Special thanks to... Musa! ;)

mercoledì 5 maggio 2010

Le fate

Le fate sono sfuggenti e, le poche volte che si lasciano sfiorare da uno sguardo, si mostrano sorridenti. Così abbiamo preso a rappresentarle sempre felici, si potrebbe immaginare siano sciocche. Ma non basta immaginarle, in loro bisogna credere, fermamente e ciecamente.
E chi ci crede sa cosa succede di notte, al sicuro tra ombre fitte e al riparo da sguardi indiscreti.
Di notte, rannicchiate nelle corolle dei fiori, le fate, piangono per il modo in cui la sacrilega bramosia dell' uomo corrompe la bellezza e sfrutta la terra per i suoi beceri scopi.
Di questo pianto, al mattino, resta traccia ovunque: sulle foglie, sui petali e sui fili d’erba. Ma un cuore disincantato non vede e non sa, chiama rugiada quel velo di lacrime che copre le cose.
Eppure basterebbe guardare bene, al di là dell’ovvio e dello scontato, vedremmo allora creaturine sconvolte da sempre nuove brutture, che ci temono e ci sfuggono.
Con le ali bagnate di pianto, non possono volare. Hanno bisogno di un raggio di sole, o della risata di un bambino, per poter librarsi nell’aria e sorvolare le loro terre. Gioiscono, danzando tra i boschi, di ogni sforzo che la natura fa per ribellarsi alle prevaricazioni umane.
Dal pianto notturno delle fate, le piante hanno nutrimento. Dal loro canto, i cuori puri sono rasserenati e spronati ad essere migliori.
Chi non crede perde la bellezza, essendo già privo di bontà, e nega ciò che i suoi occhi non meritano.
Non date retta a chi dice che non esistono, spingete il vostro sguardo oltre l’ovvio e il banale. Forse un giorno, camminando su un sentiero battuto, nei primi raggi di sole, scorgerete un fugace volo e capirete che non era una farfalla.